Nata a Roma, ma residente a Napoli da molti anni, Carola Pisaturo inizia la sua attività musicale nel 1977 come DJ e sound engineer. Nel 2002 mette su uno studio personale e comincia a sviluppare, come produttrice, un suono che rende conto della sua educazione musicale, fatta di techno old-school, funk ed elettronica. Il suo stile affilato, minimale e ruvido, la porta ad essere prodotta da note etichette internazionali. Nel 2004, fonda la Titbit Music, etichetta/collettivo che raccoglie al suo interno alcuni dei più validi produttori dell'area napoletana. Da questo momento il suo stile si fa più maturo e definito. Forte di una sempre maggiore consapevolezza, Carola comincia a comporre un impasto febbrile di techno, house, ed elettronica minimale; un calderone in cui cassa, piatti e brandelli di vocalizzi soul si rincorrono disegnando reiterazioni ritmiche saltellanti e mai scontate, in cui il groove diventa un motore che trascina con sè tutto il resto, dai campionamenti strumentali agli accenti ritmici. Un groove caldo, che però rimane velato, condito da poche ed essenziali linee di basso, quasi fosse continuamente alla ricerca di una rara e visionaria forma di riduzionismo dance. A margine dell'attività di produttrice e dei suoi live set, suona come DJ accanto a nomi di punta quali Richie Hawtin, Sven Vath, Adam Beyer, Sascha Funke, John Tejada. Anche nella sua attività di DJ Carola sviluppa uno stile eclettico, muscolare e ricercato. Ogni suo set è strutturato su un'ideale curva dinamica, con un inizio, una fine ed un intermezzo prolungato di lucida tensione. Carola sta inoltre lavorando al suo nuovo progetto “Claque Musique”, una net label dove musica, parole e forme si fondono insieme come in un dolce dessert mediterraneo.
INTERVISTA BY CLAUDIO CORRADI:
C:Ciao Carola, è un piacere averti nel mio Blog! C.P: INCANTATA (inchino).
C:Anche tu sei una rappresentante della scena musicale napoletana...Potresti spiegarci quali sono le ragioni, secondo te, per cui Napoli è un'officina musicale cosi produttiva? C.P: MAH, NON SAPREI, VIVIAMO IN UNA CITTA' PROBLEMATICA, INCASINATA, MA CHE COME TUTTE LE REALTA' DIFFICILI, GENERA FERMENTO, VOGLIA DI ESPRIMERSI E LA MUSICA E' PROBABILMENTE UNO DEI CANALI PIU' IMMEDIATI.
C:Cosa ti ha indotto a lasciare Roma alla volta di Napoli? Scelta artistica o altro? C.P: PRIMA DI ROMA HO VIAGGIATO MOLTO E HO VISSUTO IN MILLE POSTI, AD UN CERTO PUNTO HO SENTITO SEMPLICEMENTE LA VOGLIA DI FERMARMI UN PO' E HO SCELTO NAPOLI CHE E' UN BUON COMPROMESSO TRA IL LAVORO E LE COCCOLE! SONO DA 4 ANNI QUI E PER ME E' UN RECORD... MA MI PIACE MUOVERMI QUINDI NON SO ANCORA QUANTO DURERA'!!!
C:Parlaci dei tuoi esordi e di chi ti ha influenzato maggiormente agli inizi. C.P: FINO AI DICIOTTO ANNI PRATICAMENTE NON ASCOLTAVO MUSICA, CIOE' LA ASCOLTAVO IN MANIERA PASSIVA E POCO SELETTIVA, ANDAVO A BALLARE INDIFFERENTEMENTE L'HOUSE, LA TECHNO O LA COMMERCIALE...FINO A QUANDO PER CASO MI E' CAPITATO DI SENTIRE UN RAGAZZO PELATO E HO AVUTO UNA FOLGORAZIONE...SI CHIAMAVA RICHIE HAWTIN!
C: Nel 1997 hai iniziato come dj e come Sound-engenieer. In che modo sono correlati queste due professioni? C.P: ECCO APPUNTO DOPO LA FOLGORAZIONE DI CUI TI PARLAVO, MI SONO ATTACCATA AI PIATTI SENZA USCIRE DI CASA PER MESI E HO INIZIATO QUASI SUBITO A SUONARE NEI CLUB COME DJ...IL CORSO DI SOUND EGINEER PRESSO LA SAE DI MILANO E' VENUTO UN PAIO DI ANNI DOPO E IN VERITA' PER TUTTO QUEL PERIODO E QUELLO SUCCESSIVO, QUANDO LAVORAVO NEGLI STUDI COME FONICO, HO MESSO DA PARTE I PIATTI PERCH IL TEMPO PER SUONARE ERA DAVVERO POCO. NON CREDO SIANO MOLTO CORRELATE LE DUE PROFESSIONI, SO PER CERTO CHE LAVORARE COME SOUND ENGINEER AD ALTI LIVELLI SIGNIFICA DEDICARCISI QUASI A TEMPO PIENO.
C:Nel 2004 hai fondato la label "Titbit Music". Essendo fondata da un collettivo di artisti, cos'ha di diverso rispetto alle altre labels? C.P: TITBIT MUSIC E' UN PROGETTO A CUI TENGO MOLTO PERCHE' E' NATA DA UN GRUPPO DI PERSONE CHE CONDIVIDONO NON SOLO LA STESSA PASSIONE PER LA MUSICA, MA ANCHE TANTI ALTRI INTERESSI E SOPRATTUTTO CHE SI VOGLIONO UN GRAN BENE! ULTIMAMENTE HO DECISO TUTTAVIA DI LASCIARE LE REDINI DELL'ETICHETTA AI MIEI SOCI PER DEDICARMI ALLA MIA NUOVA CREATURA CLAQUE MUSIQUE.
C:Qual'è stato il motivo principale che ti ha indotto a intraprendere anche la carriera di producer? C.P: CREDO SIA UN PASSAGGIO ABBASTANZA NATURALE PER CHI FA IL DJ CIMENTARSI CON LA PRODUZIONE... SI HA VOGLIA DI CREARE LA MUSICA PER POI SUONARLA NEI CLUB E QUANDO UNA TRACCIA FUNZIONA E' DAVVERO UNA SENSAZIONE UNICA.
C:Prima di fondare una tua etichetta hai lavorato per diverse labels di fama internazionale. Com'è stato il tuo approccio con queste? C.P: HO SEMPLICEMENTE MANDATO DELLE DEMO IN GIRO E ALCUNE MI HANNO RISPOSTO!
C:Stai lavorando a "Claque Musique", una net label. Potresti spiegarci in poche parole in cosa consiste e cosa ti aspetti da questo nuovo progetto? C.P: CLAQUE MUSIQUE NASCE COME NET LABEL, MA VOLEVO PRODURRE ANCHE DISCHI E QUINDI L'HO DIVISA, CLAQUE NET E' APPUNTO LA NET LABEL, MENTRE CLAQUE MUSIQUE E' LA LABEL SU VINILE DOVE TRA POCHI GIORNI USCIRA' IL PRIMO NUMERO CON DUE TRACCE MIE E I REMIX DI JORGE SAVORETTI E FRANCO CINELLI. SU CLAQUE NET, CHE INVECE E' GIA' ALLA SETTIMA USCITA, E' POSSIBILE SCARICARE GLI MP3 GRATUITAMENTE E L'ARTWORK DI COPERTINA AFFIDATO OGNI VOLTA A UN DIVERSO ARTISTA VISIVO.
C:Se a inizio carriera ti avessero detto che avresti diviso la consolle con dj illustri del panorama musicale internazionale, come è successo, cosa avresti risposto? C.P: BEH, ME L'HANNO DETTO! ...LA MIA PRIMA DATA E' STATA UN'APERTURA A SVEN VATH!!! (TREMAVO COSI' TANTO CHE NON RIUSCIVO AD INFILARE IL JACK DELLE CUFFIE NEL MIXER!) ORA TREMO DI MENO, TRANNE QUANDO HO SUONATO CON RICHIE, MA QUELLA E' UN'ALTRA STORIA!
C:Il fatto che la maggioranza dei djs sia maschile, secondo te può agevolare in termini di concorrenza la scalata al successo di una dj? C.P: SICURAMENTE VEDERE UNA DJ DONNA INCURIOSISCE DI PIU' E QUINDI PUO' APRIRTI DELLE PORTE, MA IL SUCCESSO NON MENTE E ARRIVA SOLO SE SEI VERAMENTE BRAVA. OLTRETUTTO STIAMO PARLANDO DI UN LAVORO CHE OLTRE CHE CREATIVO, E' ANCHE MOLTO TECNICO E QUINDI NON CREDO PROPRIO CHE POSSA BASTARE ESSERE DONNA PER FARCELA.
C:Secondo te qui in Italia quant'è difficile, per un giovane emergente,farsi un nome e di conseguenza sfondare? E all'estero? C.P: NON CREDO CHE CI SIANO TANTE DIFFERENZE TRA L'ITALIA E L'ESTERO, ORMAI CON INTERNET SI ARRIVA VERAMENTE DAPPERTUTTO. INOLTRE CI SONO TANTI MEZZI PER FARSI CONOSCERE OGGI, TIPO MYSPACE E BLOG VARI, ANCHE SE CREDO CHE IL DIFFICILE NON SIA SFONDARE, MA "DURARE".
C:In questi anni ormai Internet è un mondo paralello, con i suoi annessi quali download di mp3 e una pubblicità davvero internazionale.. Qual'è il tuo rapporto con internet? C.P: AVENDO UNA NET LABEL MI SERVO TANTISSIMO DI INTERNET, SONO UNA MANIACA DELLA RETE, MI PIACE ESSERE COLLEGATA VIRTUALMENTE CON TUTTO IL MONDO E NON SAPREI PIU' FARNE A MENO...E SONO PER LA RETE LIBERA!
C:E del download "selvaggio" di mp3 cosa ne pensi? C.P: QUESTO E' SICURAMENTE UN PROBLEMA CHE VA A DISCAPITO DELLA QUALITA' DELLA MUSICA, MA E' ANCHE VERO CHE PRODURRE UN VINILE COSTA IN MEDIA DUE EURO, MA PUO' ESSERE VENDUTO A 15 EURO, PER NON PARLARE DEI CD. BISOGNEREBBE RISOLVERE IL PROBLEMA IN PARTENZA RIVEDENDO TUTTA UNA SERIE DI MECCANISMI, COMPRESI I DIRITTI D'AUTORE.
C:Come mai il mercato discografico è sempre più in crisi? Credi che dipenda dal fatto che la gente preferisca scaricare da internet piuttosto che spendere quasi 30 euro per un cd? C.P: COME SOPRA.
C:E del tuo rapporto con i vinili che ci dici? C.P: IO USO ESCLUSIVAMENTE VINILI, AMO IL LORO SUONO E SENTIRLI SOTTO LE DITA, W IL VINILE!!!
C:Adesso come adesso molti giovani iniziano a suonare non più con i vinili ma con l'uso di software.. Che ne pensi? C.P: CHE NON SUONANO.
C:Ritieni che i siti come CML possano aiutare i giovani artisti emergenti a farsi conoscere e apprezzare? C.P: OVVIAMENTE SI!
C:Che ne pensi di ClubMusicLovers.com? C.P: MI PIACE E LO VISITO SPESSO, SOPRATTUTTO LE INTERVISTE, IL FORUM E LA GALLERY ALLA RICERCA DI QUALCHE SCOOOOOOP...
C:Grazie mille per il tempo che ci hai dedicato, speriamo di sentirti presto! C.P: A PRESTO E BUON LAVORO!
Diego Armando Maradona è nato il 30 ottobre del 1960 nel quartiere povero di Villa Fiorito, nella periferia di Buenos Aires. Diego è cresciuto con il calcio. Fu soprannominato "El pibe de oro" (il ragazzo d'oro), iniziò a giocare nell'Argentinos Juniors, per poi proseguire nel Boca Juniors, sempre in Argentina. Giovanissimo giocò in nazionale guidandola a vincere il titolo mondiale giovanile nel 1979. Dopo il mondiale del 1982 in Spagna, andò a giocare per il Barcellona per due stagioni. Nel 1984 fu ingaggiato dal Napoli, squadra con cui ha vinto 2 scudetti (1986/87 e 1989/90), 1 Coppa Italia (1987), 1 Coppa UEFA (1989) e 1 Supercoppa Italiana (1990). Nel frattempo conquistò con l'Argentina il mondiale del 1986 in Messico: disputando un torneo strepitoso . Venne squalificato per uso di sostanze proibite nel campionato italiano nel 1991 e, dopo due brevi esperienze nel Siviglia e nel Newell's Old Boys, tornò nel Boca Juniors, dopo essere anche stato allenatore di due squadre del campionato argentino.Nel mondiale del 1994 negli USA, Maradona venne squalificato dopo la partita con la Nigeria per aver usato efedrina, sostanza non consentita dalla FIFA. Venne sospeso per oltre un anno dal calcio. L'Argentina con Diego in squadra stava entusiasmando ma appena il suo capitano venne squalificato, la squadra si smarrì e fu subito eliminata dal torneo.Dopo la squalifica, è ritornato a giocare per il Boca Juniors fino al 1997: il 30 ottobre 1997, infatti, giorno del suo 37esimo compleanno, ha annunciato il suo ritiro dal calcio.
Parte 2
Leggi Napoli, e pensi Maradona. Da sempre é così, lo testimoniano i "tutto esaurito" dappertutto, parlano i risultati che grazie al suo apporto la squadra é riuscita a raccogliere. Tutto di lui e' stato detto e scritto, ma venne a giocare a Napoli perchè sapeva che solo qui poteva "essere Maradona" come voleva lui, con l' affetto, la sincerità che desidera, e con le prospettive concrete di altre conquiste che quella società e quella squadra gli hanno dato. "Ho vinto a casa mia" disse quel pomeriggio di maggio, dopo che l' arbitro chiuse la partita con la Fiorentina e apri' le dighe di una gioia senza fine. "In Messico vinsi il campionato del mondo ma non provai la stessa emozione che ho vissuto qui: qui a Napoli tutto mi appartiene, in tutto vengo coinvolto, mi sento protagonista. E' bello vivere qui".Eppure la vicenda dell'arrivo di Maradona al Napoli é stata molto travagliata: tra continue smentite e conferme il Napoli riesce a perfezionare l'acquisto del campione solo pochi minuti prima della chiusura del calciomercato. è il 30 giugno,quando mancano poche ore al termine ultimo per il trasferimento dei giocatori stranieri Nunez invita Juliano a un colloquio;é fatta!Juliano rintraccia Ferlaino a Milano e gli chiede di precipitarsi in Spagna. Cinque ore in tutto per andare e tornare con un aereo privato,firmare il contratto e poi depositarlo in Lega,prima di mezzanotte.Per far prima l'incontro viene fissato direttamente all'areoporto.Diego é a pochi passi e quando Juliano gli comunica il buon esito della trattativa,gli vengono le lacrime agl'occhi e dichiara:"sono un bambino nato da poche ore!" La notizia rimbalza a Napoli in simultanea.Le TV locali interrompono i programmi.Il popolo si riversa per le strade e ovunque si formano caroselli di auto strombazzanti.Nelle agenzie di lotto il numero più giocato é il 10,il numero di Maradona.Il 16 settembre 1984, l' esordio: tanti applausi all' ingresso, una mazzata alla fine, sconfitta per 3-1.La domenica successiva il primo gol italiano, alla Sampdoria, ma nemmeno quello bastò per vincere ad un Napoli ancora mediocre. Il 5 luglio di quell' anno, quattro giorni dopo quel blitz di Totonno Juliano che lo strappo' al Barcellona, sessantamila napoletani gli giurarono fedeltà a scatola chiusa: 67.400 di loro fecero code davanti ai botteghini per sognare col Napoli di Maradona; eppure dovette subire le frecciate di Vinicio, le ironie di Lorenzo, e quelle dell' immancabile Boskov: cosa abbiano vinto successivamente questi allenatori e' un mistero. Maradona e' leader di quel"napolino" '84-'85 che ancora non decolla: Marchesi con la sua flemma lavora sodo, ma i risultati non arrivano; primo anno 14 gol di Diego, ma il resto della squadra non lo asseconda. Cresce invece l' anno dopo: c'é Bianchi alla guida e qui inizia la costruzione del miracolo. Nonostante un ginocchio che fa le bizze e le conseguenti polemiche, Diego mantiene la squadra a galla; dopo un inizio stentato, trova il passo giusto: Juve e Roma sono lontane davanti, ma il nuovo Napoli ha individuato la strada buona. Ritornera' in Europa grazie al 3° posto. Nel frattempo Diego vince praticamente da solo il mondiale di Messico '86 e per il Napoli e' il preludio di una festa. Solo poche parentesi oscure in una stagione d' oro: il "caso-Sinagra", scoppiato alla vigilia della trasferta di Tolosa dove il Napoli perderà a causa di un rigore fallito da Maradona (una ragazza napoletana, amica della fidanzata di Hugo, suo fratello, sostiene di aver avuto un figlio dal campione) proprio mentre Claudia, la compagna di Diego (adesso sua moglie), annuncia di essere incinta. L' '87 si apre con una polemica dopo la sconfitta di Firenze ("hanno giocato in dodici") riferendosi all' arbitro Lanese: puntuale scatta la squalifica a Maradona, con tentennamenti verso la proposta di rinnovo di contratto, con critiche per i frequenti viaggi transoceanici, dall' Argentina al Giappone per ricevere premi , giocare partite e firmare contratti; ma la stagione si chiude con due trionfi: in un mese il Napoli conquista scudetto e Coppa Italia. Non esiste strada o vicolo dove non appaia il suo volto o il suo nome; grazie a lui, Napoli ha creato lavoro e guadagno per centinaia di persone , dai cantanti degli inni vari (ne sono state scritte a decine, sono la colonna sonora dei pomeriggi la San Paolo) ai costruttori di "parrucche di Maradona", "orecchini di Maradona", senza contare degli scontatissimi poster, bandiere e accessori affini. E con l' aggiunta della "pizza alla Maradona", ovviamente al peperoncino "perchè solo cosi' é forte come lui". Il 20 dicembre, il giorno del centesimo anniversario con la maglia del Napoli (e del 2000° gol della squadra) l' hanno svegliato di buon mattino: cinque pescatori di Capri, con chitarra e mandolino si sono appostati sotto la finestra e con una serenata gli hanno augurato il buongiorno. Lo chef della squadra, Raffaele Maresca gli ha preparato una crostata personalizzata alla frutta; Salvatore Carmando, il mago dei suoi muscoli che l' ha seguito ovunque dal Messico al Giappone, gli ha strizzato l' occhio e lo ha abbracciato, e' stato piu' che sufficiente. I compagni di squadra hanno trovato nuove e significative parole di ammirazione ed affetto: BEPPE BRUSCOLOTTI fu colui che sin dall' inizio manifesto' concretamente a Maradona la sua stima: "Gli passai senza problemi la fascia di capitano, ero sicuro che l' avrebbe onorata. Il suo arrivo a Napoli ha rappresentato una svolta per tutti e il coronamento di un sogno per me, che da vent' anni sognavo lo scudetto". MORENO FERRARIO aggiunge: "All' inizio lo guardavo con ammirazione e curiosita'. Oggi, dopo quasi quattro anni, non ho ancora finito di stupirmi per quello che riesce a fare con la massima naturalezza". CIRO FERRARA: "Non smetto mai di imparare qualcosa" E infine SALVATORE BAGNI, che molti hanno messo alla pari di Maradona tra gli indispensabili di questo Napoli: "No, l'unico indispensabile e' lui. Non ha mai creato problemi nello spogliatoio, anzi la nostra forza deriva proprio da questa eccezionale armonia. Fuori dal campo, poi, Diego é un ragazzo di grande compagnia, eccezionale". In otto anni Maradona si é costruito una fama immensa, una fortuna altrettanto immensa, una popolarità che pochi al mondo possono condividere. Non ha mai smesso di amare Napoli, come Napoli mai si stanchera' di amare lui. In questo eroe di due mondi (ha vinto il campionato mondiale juniores nel 1979 in Giappone, lo scudetto d' Argentina nell' 1981 col Boca Juniors, la Coppa del Re e la Coppa di Lega col Barcellona nel 1983, il campionato del mondo in Messico nel 1986, due scudetti 1986-'87 1989-'90 una Coppa Italia nel 1986-'87 una Coppa Uefa nel 1988-'89 e infine una Supercoppa di Lega italiana nel 1991, tutto con il Napoli) Napoli ha trovato il personaggio il simbolo, il "SanGennaro" riveduto e corretto in cui credere e sperare.
DIEGO IN CIFRE
Il romanzo napoletano di Diego si puo' riassumere in questi numeri: 2641 i giorni vissuti a Napoli, 7 cmpionati, 188 partite, 2 scudetti, 1 coppa Uefa, 116 gol, 1 titolo di capocannoniere (nell' 87-88 con 15 reti), 1 titolo mondiale e 2 secondi posti nelle edizioni successive.
Nome relativamente nuovo per il settore discografico quello di Anja Schneider che ha dato avvio alla sua carriera da produttrice nel 2004 attraverso "Tonite" su Pias che raccolse i remix dei Dirt Crew e The Youngster. Dopo un anno fu la volta di "Creaky Thoughts" potenziato dalle versioni di Sascha Funke ed Hemmann & Kaden. A questo punto prende il via un progetto ancor più ambizioso, quello della Mobilee, la label che Anja fonda nel 2005 con l'obiettivo di incitare allo sviluppo impetuoso la corrente 'minimal' nata dal reimpasto delle sonorità anni novanta sciolte da ogni tipo di orpello. La 'famiglia' di Mobilee inizia a crescere attraverso nomi come Pan-Pot (ovvero Marco Resmann, Tassilo Ippenberger e Thomas Benedix), Sebo K., Exercise One, Nhar (già nei 22 Crew con l'amico Kevin Scherschel), Daniel Stefanik, Sleeper Thief (dietro il quale si celano Anthony Middleton e Luca Saporito aka Audiofly) ed il greco Alexander Tsotsos noto come GummiHz. Tra i dischi che hanno destato più scalpore negli ultimi mesi c'è proprio un Mobilee, quel "Rancho Relaxo" che Anja Schneider ha firmato con Sebo K., recentemente riportato in auge da personaggi come Magda, M.I.A. e Jennifer Cardini (voce della nota "Me And Madonna" dei Blackstrobe, 2002). Il disco entra prepotentemente nelle top-charts di tutta Europa macinando compilation su compilation e traghettando Mobilee nel circolo delle etichette indipendenti più rincorse del 2006.
Interview
Ciao Anja, benvenuta su (http://claudiodsquared2.spaces.live.com) Amo iniziare le mie interviste dando un veloce sguardo al passato. Quando hai scoperto la 'musica delle macchine' ? "Mi interesso di musica elettronica da circa venti anni. Il primo contatto risale alla fine degli anni ottanta grazie ad un piccolo locale di Colonia chiamato Rave Club nel quale suonava Hans Nieswandt (quello che qualche anno più tardi avrebbe formato, in compagnia di Eric D. Clark e Justus Köhncke, l'agguerrito trio dei Whirlpool Productions ndr). Il suo era uno stile che non avevo mai ascoltato prima d'ora e che mi contagiò al punto tale da spingermi nel mondo della dj-culture. Tra i primi dischi acquistati c'era "Computerwelt" dei mitici Kraftwerk ma la band che adoravo in assoluto era quella dei Depeche Mode. Sai invece quale fu il mio primo vinile ? "Nightflight To Venus" dei Boney M :o)"
Come definiresti il tuo stile musicale ? "Suono una sorta di rave-minimal che trascina in vortici deep, techno e soulful"
Pur non essendo una novità il minimal rappresenta oggi uno dei trend più esplosivi d'Europa. "Ad essere sincera, 'Minimal' è un nome di un supermercato molto diffuso qui in Germania. Credo che sia necessario cambiare il suo nome per evitare disguidi :o)"
E' uscito con grande successo, naturalmente su Mobilee, la prima release in cd "Back To Back". Parlacene. "Siamo davvero molto lieti di presentare il nostro primo progetto in cd dopo un anno esatto dalla nascita della label. Abbiamo puntato ad una sorta di greatest-hits disponibile per coloro che non fanno i dj's e che quindi non hanno acquistato i vinili. Inoltre il package racchiude un bonus-cd mixato da me che ingloba diversi remixes esclusivi ed inediti che coinvolgono tutti gli artisti di Mobilee. Questo il veloce sunto di "Back To Back", la rappresentazione pura di tutta la famiglia Mobilee. Naturalmente i remixes inclusi saranno presto disponibili anche in versione vinilica destinata ai dj's"
Mobilee è nata nel 2005 dalla collaborazione con Ralf Kollmann: come mai hai deciso di fondare una label ? Con quali scopi è nata ? "Word And Sound (il nostro distributore) ha dimostrato sin dal primo momento di gradire l'idea di far nascere una nuova label come Mobilee e ciò non ha potuto che rendermi davvero felice visto che era un progetto che volevo attuare già da qualche anno. Grazie alla mia posizione (da dj in discoteca e in radio) ho potuto accumulare decine e decine di demos preparati da ragazzi che rincorrevano il sogno di veder stampati i propri lavori e quindi non mi è stato certamente difficile poter recuperare materiale inedito. In tal maniera ho creato Mobilee proprio con l'intento di dare la possibilità alle nuove leve di esprimersi al meglio, senza naturalmente dimenticare la musica da me prodotta che posso far uscire in un qualsiasi momento senza dover attendere il responso di altre labels. La filosofia di Mobilee è molto semplice: pubblicare musica di buona qualità che possa in qualche maniera fuggire dai canoni standard. Sono soddisfatta del roster di artisti che abbiamo creato in questo lasso di tempo grazie al quale abbiamo potuto lanciare in Europa il nostro stile senza dover scopiazzare a destra e a manca quello degli altri"
E' difficile gestire oggi una label come Mobilee ? "A me risulta particolarmente facile perchè ho sempre sognato di lavorare nel campo della musica. All'inizio ero un pò perplessa ma poi, con l'arrivo dei primi esaltanti risultati, mi sono convinta che era quella la strada giusta. Mi fa piacere veder crescere la nostra famiglia giorno per giorno dando ad ogni artista il suo giusto spazio. Amo il lavoro di squadra !"
Consideri interessante l'attuale scena musicale europea ? "Si, credo che sia degna di nota e sicuramente valida quanto lo era in passato. Sono una fan sfegatata di Sebo K. e dei Pan-Pot, mi piacciono artisti come Shinedoe, Luciano e Steve Bug ma la lista potrebbe essere molto più lunga anche perchè ogni giorno vengono fuori nomi nuovi sconosciuti dalla massa veramente interessanti. Sul fronte produttori mi piacciono nuovi talenti come gli spagnoli Alex Under e Tadeo o i tedeschi Exercise One e Daniel Stefanik. Ed anche dall'Italia arrivano ottimi talenti ..."
A proposito di Italia: a novembre hai suonato nei clubs di Bologna e Firenze. "Ho già suonato in Italia in passato e devo ammettere che mi sono sempre divertita. Mi sono esibita a Torino, Roma e Napoli e la risposta da parte del pubblico è stata ottima, Firenze (Tenax) e' stato bellissimo ottima gente.
In passato hai lavorato per la nota Kiss Fm ma ancora oggi il tuo nome gravita nell'etere tedesco ... "Ho lavorato a Kiss Fm per oltre dieci anni. Da cinque anni invece mi occupo del mio show chiamato Dance Under The Blue Moon in onda ogni sabato su Radio Fritz, una delle più importanti emittenti tedesche. In ogni puntata invito un ospite (tra dj's e producers) a rappresentare gli ultimi trends nel campo della musica elettronica. Ci tengo a sottolineare che tutto è realizzato al 100% da me (dal concept alla selezione musicale sino alle interviste)"
La scena berlinese è sempre viva e ricca di spunti creativi ? "Si, e soprattutto cresce continuamente. Qui a Berlino puoi ascoltare musica elettronica nei locali ogni giorno e non solo durante il weekend. Credo che questo sia stupendo ed inimitabile"
Cosa pensi del fenomeno del file-sharing ? Aiuta o uccide il mercato discografico ? "Ho vissuto una brutta esperienza in passato riguardo ciò: qualcuno ha uploadato in rete degli mp3 di tracce Mobilee non ancora pubblicate. Questo tipo di comportamento non è rispettoso nei confronti di chi lavora e vive con la musica"
Ma ormai sono in tantissimi ad asserire che il giorno della morte del vinile sia sempre più vicino ... "Credo ancora fermamente nel vinile poichè dona delle sensazioni uniche che nessun altro supporto fisico può dare. Il suono che viene fuori dal disco è quello con la miglior qualità audio e sino a quando lavorerò in questo settore non cambierò idea"
Quando sei in studio invece preferisci un equipment analogico o digitale ? "Al momento lavoro prevalentemente con strumenti digitali, più veloci da adoperare ed ormai qualitativamente vicini ai più vecchi hardware"
Abbiamo finito Anja. "Vi aspetto ai party Mobilee: sarei felice di potervi veder ballare al ritmo della mia musica. Anja Schneider" Thank's Claudiods2
Stephan Bodzin....... INTERVISTA AL DJ STEPHAN BODZIN
BIOGRAFIA:
Stephan Bodzin sta alla produzione discografica come il cacio sui maccheroni. Il tedesco vanta centinaia di produzioni alle spalle realizzate in oltre venticinque anni d'attività in cui è stata la dance elettronica a prendere il sopravvento. Con l'inseparabile amico Oliver Huntemann collabora sin dai primi anni novanta, periodo in cui la coppia sfoderò una vera sequela di progetti come Alpha Beat, Caunos, Daddy Cool, Hector, Jeux Floraux, Kaycee, Pitcher, Pulzar, Taiko e Rockford. Di nascita più recente è invece Rekorder dietro il quale si cela una serie di vinili che fermerà la sua corsa al decimo numero di catalogo. Ma Bodzin appare davvero infaticabile: tra decine di co-produzioni (è lui che ha curato i recenti prodotti di Marc Romboy, Huntemann e Thomas Schumacher) e remix trova il tempo per confezionare anche i suoi singoli capaci di farsi notare nello sconfinato panorama discografico europeo. E' il caso di una triade di 12" editi dalla Systematic del già citato Romboy dalla quale fuoriescono le hits "Caligula", "Miranda" e la recente "Phobos". Sostenitore di un filone musicale piuttosto modaiolo che afferra l'electro e la strizza in circuiti minimal, Stephan Bodzin è impegnatissimo su vari fronti tra cui il lancio della sua label. Ma è proprio lui a parlarcene.
Intervista:
Ciao Stephan, finalmente anche tu nella nostra 'galleria' di personaggi. Iniziamo parlando dei tuoi primi approcci alla musica creata con le macchine. "Ciao claudio e ciao a tutti i lettori del tuo Blog(http://claudiodsquared2.spaces.live.com). Tutto ebbe inizio molto tempo fa quando avevo pressapoco cinque o sei anni. Generalmente i bambini sono attirati dal pallone e da giochi simili ma io, al contrario della massa, amavo starmene con mio padre nel suo studio in mezzo ad una marea di sintetizzatori analogici come Memory e Minimoog, Arp 2600, Korg Ps3100 e molti altri ancora. Mi sentivo già grande a stare tra qui macchinari pieni di pulsanti e lucine colorate. Facevo parte di una piccola band insieme a mio padre e mio fratello: a dieci anni suonai il mio primo live-act basato su musica elettronica. In seguito ho lavorato su stili musicali differenti: ho suonato il basso e le tastiere, ho composto colonne sonore per teatri ed altro ancora ma alla fine ho capito che era quella della musica elettronica la strada da seguire"
Chi seguivi con attenzione durante gli anni della tua fanciullezza ? "I primi dischi che ho ascoltato in assoluto erano dei Kraftwerk, Tangerine Dream e The Police. Che tempi !"
Te la sentiresti di definire il tuo stile musicale ? In molti lo fanno rientrare in un contesto electro-house-minimal ... "Mmm, attualmente non amo molto inserire la mia musica entro delle categorie ben definite. Produco insieme a svariati artisti come Thomas Schumacher (la sua è techno o electro ?) Marc Romboy (si parla di neo-disco o electro-house ?), Huntemann (electro o minimal-techno ?), Elektrochemie (electro-house o vocal ?) e quindi risulta davvero difficile dare un nome al mio stile. Posso però affermare che le mie influenze maggiori sono di stampo electro e quindi mi va di chiamarla electro. Riguardo il mio progetto da solista, cerco di assimilare le emozioni e concentrare l'energia per il dancefloor. In definitiva è qualcosa a cavallo tra il minimal e il maximal"
Come preannunciavi qualche riga fa, sei un produttore da svariati anni a questa parte (ricordo bene i progetti come Kaycee, Taiko, Mojave e Jeux Floraux). Quali sono le differenze sostanziali che intercorrono tra la scena musicale attuale e quella di una decina d'anni fa ? "E' molto difficile rispondere a questa domanda come del resto è complesso affermare se la scena di oggi sia migliore rispetto a quella degli anni passati. Ogni periodo vive la sua musica e di conseguenza la scena cambia in continuazione. Ricordo le tracce trance firmate come Kaycee con un piccolo sorriso sul volto. Era davvero divertente produrre quei pezzi che portavano un successo non indifferente ma oggi non riesco nemmeno ad immaginarmi dietro un progetto così pop. Da cinque anni a questa parte la trance ha subito un forte arresto e pare che al momento non ci sia nulla che possa far pensare ad un suo ritorno. Per questo motivo molti dei progetti a cui hai fatto riferimento si sono 'spenti'. Negli ultimi due anni sono riuscito a trovare la giusta strada da battere trovando lo stile che identifica meglio il mio ego. E' curioso come ciò sia accaduto molto in ritardo rispetto all'esordio nel campo musicale (oltre venticinque anni addietro) ... meglio tardi che mai ! ;o) Ora la scena è cambiata notevolmente e il pubblico è capace di apprezzare un range più vasto di musica rispetto a quello di dieci anni fa. Ciò gioca a favore dei nuovi stili che si sono venuti a creare di recente"
Sei sempre indaffaratissimo: cosa hai caricato nel banco mixer negli ultimi giorni ? "Eh eh, in effetti i progetti in corso sono innumerevoli. Al momento sto lavorando alacremente alla mia carriera da dj dopo quindici anni trascorsi dietro le quinte nella veste di produttore. Fare il disc-jockey mi diverte molto e provo sensazioni incredibili mentre guardo la gente in pista che balla le mie tracce. Da pochi giorni ho ultimato il mio nuovo singolo, "Tron/Midnight Express", destinato alla Systematic, la label di Marc Romboy. Aspettatevi un tiro piuttosto dark e molto ballabile. Sul successo di "Gemini" (l'album uscito pochi mesi fa di cui ho prodotto sei tracce) sono tornato in studio con Romboy per un nuovo progetto di stampo neo-disco intitolato "Atlas/Hyperion". Non ti nascondo che stiamo pensando anche ad un album da firmare come Stephan Bodzin vs Marc Romboy. In collaborazione con Jan Langer sto lavorando alle releases della mia label, la Herzblut: sono già pronti quattro e.p.'s che attendono solo di essere stampati. Il primo ad uscire sarà "Cerosine/Cucuma". Con l'inseparabile Oliver Huntemann sto realizzando alcuni remixes tra cui uno per gli Yello ed uno per Sono. Poi in preparazione ci sono anche i nuovi singoli di Huntemann ed H-Man. A giorni nei negozi di dischi invece arriverà "Home", il nuovo album di Thomas Schumacher (su Spiel-Zeug Schallplatten) al quale ho partecipato nella veste di co-producer. Per concludere parlo del progetto Elektrochemie che, dopo due avvincenti dischi su Get Physical ("Pleasure Seeker E.p." e "Don't Go E.p.") tornerà presto a calcare le scene con un nuovo singolo seguito da un album previsto per l'autunno/inverno. Per il momento è tutto ;o)"
Conosci qualcosa o qualcuno della scena italiana ? "Purtroppo non molto ma credo che sia interessante. Thomas (Schumacher) recentemente ha suonato in alcuni locali italiani e me ne ha parlato bene soprattutto per un'atmosfera speciale e molto familiare. Inoltre sono in contatto con Dj Remo per il quale, assieme a Thomas, realizzai il remix della sua hit estiva "Black Sabrina". Lo reputo un grande producer e dj"
Estendendo l'obiettivo all'Europa invece, quali sono i nomi che consiglieresti ? "Tra i producers Radioslave, John Tejada, James Holden, Booka Shade, Claude Von Stroke ed Âme mentre tra i dj's citerei gli amici Thomas Schumacher, Marc Romboy, Dj Remo ed Oliver Huntemann ai quali aggiungo volentieri John Acquaviva e Tommie Sunshine. Tra le labels voto di merito spetta a Get Physical, Systematic, Rekorder, Datapunk, Giant Wheel, Spiel-Zeug Schallplatten, Border Community, Minus e Pokerflat mentre per quanto concerne i clubs alzo il pollice per il Fabric e il The Key (Londra), il Berghain (Berlino), il Lemonclub (Liverpool), il Die Nacht (Mönchencladbach) e il celeberrimo Cocoon di Francoforte"
Hai idea di quali potrebbero essere le nuove direzioni della musica elettronica ? Prima o poi la trance tornerà a farsi sentire ? "Mmm, è difficile dirlo. Ma posso affermare che in molti pezzi sono presenti elementi della trance che, potenzialmente, potrebbero riportare al culto per il genere tanto in voga negli anni novanta. Dopo il grandissimo momento della minimal e dell'electro sarà la volta di qualcosa di innovativo che però nessuno riuscirebbe a prevedere. Probabilmente andremo incontro a qualcosa di maggiormente melodico ed atmosferico pur senza perdere il contatto con gli elementi necessari al dancefloor"
Credi che il vinile stia morendo ? "No, non ancora. Probabilmente un giorno accadrà ma credo che sia ancora lontano. Nella veste di dj utilizzo files mp3, cd's e vinili ma la mia grande preferenza è rivolta ancora ai dischi ;o)"
Quindi il futuro del business potrebbe essere racchiuso nel file mp3 ? "Certamente, su questo non ci sono dubbi"
Ti sei avvicinato al mondo della musica coi sintetizzatori analogici. Oggi cosa utilizzi nel tuo studio ? "Lavoro completamente coi software eccetto per il mio impareggiabile ed originale Minimoog da quale non mi separerei mai. Arturia (una casa di software francese) è riuscita ad emulare perfettamente synths come Prophet 5, Moog Modular, Arp 2600 e Yamaha Cs-80 tanto da non rendere più possibile la differenza tra il suono originale dell'hardware e quello scaturito dal software"
Abbiamo terminato: grazie mille per il tuo tempo Stephan. "Sono stato in Italia diverse volte in vacanza ed ho sempre incontrato persone splendide. Adesso spero di potervi venire a trovare nella veste di dj per allietarvi col mio sound(spero al Tenax di Firenze). Un abbraccio. Stephan Bodzin"
Questa settimana su guest star un altro giovane dj emergente ospite su Guest Star: Luca Bacchetti. E’ un piacere!
Allora Luca, pian piano stai crescendo molto bene, soprattutto nel settore discografico, ma come ti sei avvicinato a questo tipo di musica ed in modo particolare al mondo delle discoteche? Il mio percorso è iniziato con la radio, il mio primo amore... fine anni ottanta inizi anni novanta sono stati anni in cui ero totalmente immerso nell'Hip Hop, quindi posso dire di avere solide fondamenta black... crescendo ho avuto diverse fasi, e credo questo sia un processo naturale per chi fa questo lavoro... ho avuto la fase Drum 'n' Bass, ero sempre in Inghilterra... anni mitici il 95/98... poi la Breakbeat le storie Broken Beatz... alla fine ho sguazzato in un mare di musica, la parola limite mi stona, la "coerenza" in musica per me è "tenersi alla ricerca" non " fossilizzarsi". Posso dire che in questi anni l'unica costante è stata un certo tipo di House.
I club italiani più significativi dove hai lavorato fin ora. Senza dubbio il The End a Londra, in Italia il Tenax ed il Maffia riescono a darti molto...
Come vedi il clubbing italiano in relazione a quello internazionale. Il clubbing italiano segue le mode, non valorizza i talenti nostrani, questa cosa indiscutibilmente fa soffrire tutti, me compreso, non ho da fare il figo e fare quello che è tutto ok... questa è la verità, punto. All'estero si valorizza l'artista... c'è una maggiore attenzione, ed il tutto è trattato come un vero lavoro, perchè così è...
Quando suoni durante le serate preferisci suonare con i vinili o con i cd? Mi piace il vinile... ma adesso non posso fare a meno dei cdr... è naturale la dimensione live vorrei proporla con un vero concetto "live" se devo andare a mixare due tracce preparate con ableton, permettimi... questo non è live è playback!
Quali sono stati i personaggi che hanno influenzato in modo positivo la tua crescita musicale? Non ci crederai, Jovanotti quando nell'88 suonava in radio i Public Enemy, ecco quella cosa li mi ha aperto la testa! all'epoca tutti gli davano del coglione, ma non avevano capito il messaggio di base...
In questo momento c'è gran confusione a livello musicale secondo te verso che sonorità si andrà incontro? Non ho mai fatto previsioni, mi rendo conto che molte volte ho anticipato alcune situazioni che poi hanno trovato consolidamento nel mercato dopo un po’. Ma non riesco adesso a fare previsioni. Chi dice che si torna all'House chi alla Techno... qualsiasi cosa importante che sia stimolante!
Come definisci oggi il tuo sound. Il mio? boh! House, Minimal, Techno... autodefinirsi? lo lascio agli altri...
Secondo te oggi in Italia come mai è cosi difficile emergere? Emergere è difficile perchè non c'è una struttura che permette la crescita e la maturazione di nuovi talenti, la struttura è rappresentata da un circuito club che crea scambi e nuovi inserimenti, c'è un riferimento ai soliti 3/4 nomi, una sorta di gerarchia che schiaccia... intelligente è chi ha capito che non si apprende solo da chi ti sta sopra, ma anche da chi ti sta sotto... le energie arrivano dal basso, l'underground ha creato sempre le basi da cui si sono sviluppati stili nuovi e tendenze... ed è sempre stato così nella storia del clubbing, poi è difficile se tra produttori, distribuzione, etichette e clubs non c'è un filo che unisce... in Italia questo cerchio non è ancora chiuso all'estero si, ecco!
Quali saranno le tue prossime date in giro per i clubs italiani e non? 15 ottobre al Sosho a Londra, 21 ai Magazzini Generali di Milano, 7 novembre di nuovo all'Aka di Londra, 11 al Q-club di Zurigo ed il 15 novembre il Tenax Recordings party all'arena di Berlino, li ci saranno pure i compagni... Minimono, Alex Neri, Jay Haze, sto pianificando il tour in America latina..il 20 gennaio saro' al Tenax....